{"id":288,"date":"2014-07-15T18:36:20","date_gmt":"2014-07-15T16:36:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondrf.org\/1\/?page_id=288"},"modified":"2014-07-29T11:48:42","modified_gmt":"2014-07-29T09:48:42","slug":"morbo-di-alzheimer","status":"publish","type":"page","link":"http:\/\/www.fondrf.org\/1\/morbo-di-alzheimer\/","title":{"rendered":"Morbo di Alzheimer"},"content":{"rendered":"<p>TITOLO DELLO STUDIO<br \/>\nL&#8217;applicazione della Tecnologia Reac nelle lesioni degenerative acute e croniche del sistema nervoso centrale. Un approccio traslazionale<br \/>\n____________________________________________________________________________<br \/>\nIN\u00a0COLLABORAZIONE CON<br \/>\nHealth Sciences and Technologies \u2013 Interdepartmental Center for Industrial Research (HST-ICIR), Universit\u00e0 di Bologna, e FONDAZIONE IRET, Ozzano Emilia, Bologna<\/p>\n<p>SCOPO DELLO STUDIO<\/p>\n<p>Lo studio si propone di\u00a0stabilire se la Tecnologia REAC \u00e8 efficace nel rallentare la progressione di malattie neurodegenerative croniche come il morbo di Alzheimer, malattia progressiva che allo stato attuale non ha nessuna cura e povere terapie sintomatiche, con un impressionante costo economico\u00a0e sociale.\u00a0<a href=\"http:\/\/www.fondrf.org\/1\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/alzheimer-barzelletta.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-322\" src=\"http:\/\/www.fondrf.org\/1\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/alzheimer-barzelletta.jpg\" alt=\"alzheimer barzelletta\" width=\"658\" height=\"356\" srcset=\"http:\/\/www.fondrf.org\/1\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/alzheimer-barzelletta.jpg 658w, http:\/\/www.fondrf.org\/1\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/alzheimer-barzelletta-300x162.jpg 300w, http:\/\/www.fondrf.org\/1\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/alzheimer-barzelletta-624x337.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 658px) 100vw, 658px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La Tecnologia REAC sta emergendo come tecnologia non invasiva in grado di controllare e modulare i processi fisiologici e patologici. I risultati di uno studio preliminare indicano che due settimane di esposizione REAC (15 ore al giorno) sono in grado di\u00a0migliorare notevolmente la locomozione in topi molto anziani con Alzheimer avanzato (transgenici Tg2576) \u00a0in diverse condizioni ambientali, riducendo la neuroinfiammazione e l&#8217;attivazione della microglia.<\/p>\n<p>Lo studio vuol dunque verificare se l&#8217;applicazione REAC nelle fasi iniziali della malattia di Alzheimer e, se possibile, anche prima della manifestazione dei sintomi clinici di Alzheimer, \u00e8 in grado di\u00a0rallentare la progressione della malattia, individuando i possibili meccanismi patogenetici coinvolti e le vie molecolari influenzate dal REAC in tipi cellulari selezionati. Lo studio pu\u00f2 inoltre approfondire gli aspetti clinici dell&#8217;applicazione REAC nel\u00a0declino cognitivo, attraverso la misurazione di predefiniti biomarcatori del fluido biologico e la ricerca di nuovi biomarcatori utilizzando tecniche multiparametriche.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 studi precedenti hanno dimostrato che la Tecnologia REAC pu\u00f2 indurre la differenziazione in diversi tipi di cellule indifferenziate in vitro, in caso di risultati positivi nella prima fase dello studio, analizzeremo perci\u00f2 l&#8217;efficacia della Tecnologia REAC sul tasso di proliferazione e maturazione di quelle particolari linee cellulari del sistema nervoso centrale coinvolte nei processi di riparazione e rimielinizzazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>TITOLO DELLO STUDIO L&#8217;applicazione della Tecnologia Reac nelle lesioni degenerative acute e croniche del sistema nervoso centrale. 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